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L'Angolo Della Cultura Di Fiorello
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ψ_¯·†Tommaso†_·¯_ψKill Emo' All!!! Novità!!! Ma da quant'è che non scrivevo sul blog? Ce ne sarebbero di cose da raccontare che si sono verificate da agosto ad ora...quelle più importanti? Sicuramente il fatto di aver ottenuto dei successi nello studio, avendo sostenuto 3 esami questo mese, per un totale di "soli" 19 crediti. Una grande conquista per me, sono riuscito a togliermi certe materie che pendevano come spade di Damocle sulla mia testa. Altra grande novità, che per ora va presa con le dovute precauzioni, in quanto non c'è nulla di certo, è la formazione di una band, con me alla chitarra (il che è tutto dire...). Stiamo provando, al momento abbiamo fatto canzoni quali Closer dei Lacuna Coil e Decode dei Paramore. Per domani sera dobbiamo portare What I See, sempre dei Lacuna Coil, brano pestone, da veri metallari, casualmente per chitarra a 7 corde. Domani la si porterà a mala figura. Prossimamente demo, myspace e tour mondiale nei peggiori pub della sicilia orientale!!! Potete tirare le bottiglie ai musicisti solo dopo 3 ordinazioni. Prossimamente aggiornamenti! Bye Purtroppo/per fortuna si cresce!Sono passati tanti mesi dall'ultima volta che ho scritto sul blog. Non vi è alcun paradigma scientifico che stabilisca con certezza la data dell’evento, è un fenomeno che può variare, in base alle proprie esperienze, al grado di maturità di ognuno di noi, ma anche in base ai propri traumi. Dolente ammetterlo, ma si deve crescere tutti, prima o poi. Quando finisce il periodo del gioco e del cazzeggio, ti rendi conto che il futuro sempre sognato non è poi così lontano, è proprio allora che capisci che devi metterti sotto a studiare, perché ne và della tua vita. Certo, c’è chi gioca a coltivare i propri sogni di rock’n’roll, c’è chi se ne infischia e vuol fare il mantenuto, ma credo che non ci sia dignità in ciò, e d’altro canto la coscienza di ricambio la vendono negli hard discount, sta sempre nello scaffale accanto a quello degli alcolici. Certo, bisogna coltivare i propri sogni, è colpa nostra se passano o se si realizzano, ma non coltivi nulla annegando il fegato con birra o vodka, anche se molti non se ne sono mai accorti. Forse servono come tranquillanti, per superare la paura di tentare e la paura di scappare. Se vuoi qualcosina devi avere coraggio, tentare e rischiare, ma ci sono rischi e rischi. Meglio sognare di riempire gli stadi che sognare di studiare, è meglio essere briaco davanti a 25.000 persone che davanti ad un datore di lavoro, in giacca e cravatta. Proprio ciò che l’adolescente conformista/anticonformista odia. E fa una paura del diavolo. Crescere comporta l’acquisizione di consapevolezza. La consapevolezza che non si sarà felici come nei propri sogni, perché saremo sempre in un posto dove non vorremmo essere, e faremo cose che non ci andrà di fare. Non sarà facile, ma sarà così.
Ma d’altro canto è la vita che sognavamo da bambini quando dicevamo di voler diventare grandi. Solo che è più bello desiderare che avere, e sicuramente nessuno immaginava che fosse così. Prima desideri di crescere, poi desideri di tornare in fasce, senza responsabilità a farti pulire il culo dalla balia. Strana la vita eh?
Ad ogni modo, sproloqui a parte, cercherò di studiare di più, di suonare come un dannato, di aggiornare ogni tanto il blog, e di passare un'estate decente, in attesa della tanto meritata vacanza in Toscana con la mia amica preferita! Benny TVB!!! Tutti Morimmo A StentoL’11 gennaio 1999 moriva a Milano Fabrizio De André. Sono passati nove anni. Neppure lo conoscevo quando morì, eppure oggi rimpiango tanto la sua morte, perché avrei davvero voluto poterlo ascoltare dal vivo. Per fortuna i dischi e gli mp3 possono riportarlo magicamente in vita per qualche minuto, in modo che si possa concedere a noi nell’intimità e nel calore delle nostre piccole camere, o nel gelido contatto con gli estranei su uno squallido autobus. Freddo e caldo. Sensazioni fisiche opposte, tuttavia inerenti al personaggio, che parlava con la sua voce calda, della freddezza delle storie di personaggi abbandonati dalla società, quali prostitute e drogati, assassini e vecchi ubriachi. Parlava delle contraddizioni e delle crudeltà della religione, dell’esistenzialismo e delle contestazioni del ’68. I suoi personaggi erano figure ideali che assumevano dei contorni vividi e definiti, mentre li dipingeva con la sua voce, pizzicando le corde di quella Esteve che era diventata un prolungamento naturale delle sue braccia. Personaggi tristi, malinconici, sbiaditi in un mondo di impersonalità, intrappolati in una realtà che non lasciava via di scampo.
Era un intellettuale, un poeta legato alla sua epoca, un uomo che ha percorso la sua vita sospeso fra musica e poesia, in direzione ostinata e contraria. Ma era anche una persona normale come tutti noi, indecisa sullo studio, combattuto fra i suoi ideali e la realtà familiare priva di possibilità e di sbocchi che non siano stati precedentemente approvati da dei genitori autoritari e perbenisti. Ed è per questo che lo sento molto vicino a me e al mio modo di pensare e di vedere la vita. Un abbraccio a Faber.
Il Dalai Lama In Visita In Italia
Il Dalai Lama due settimane prima del suo arrivo in Italia aveva lanciato un appello al premier Romano Prodi, chiedendo un appoggio dal nostro paese, un sostegno da parte del nostro governo a favore del popolo tibetano. «Un appoggio dell’Italia potrebbe aiutare a creare un contesto internazionale che incoraggi il governo cinese a riconsiderare la linea dura nei confronti del Tibet e ad aprire un dialogo onesto e serio per trovare una soluzione accettabile da entrambi le parti». L’ambasciatore cinese in Italia ha minacciato ritorsioni alla regione Piemonte, per aver organizzato una manifestazione dedicata ad un personaggio così spregevole, che cerca di portare la pace nel suo piccolo lembo di terra, martoriato dalla dittatura comunista cinese.
Per chi non lo sapesse, riassumo brevemente la questione: quando nel 1949 venne formata la Repubblica Popolare Cinese cominciò la minaccia di “liberare il Tibet dalla dittatura del Dalai Lama”. Nonostante il piccolo stato avesse fatto appello alle Nazioni Unite l’Armata di Liberazione Popolare invase la parte orientale del paese. Nel ’50 la Cina comunista invase ufficialmente il Tibet, e il governo tibetano dovette negoziare una “liberazione pacifica”, che annetteva comunque il piccolo stato alla Cina. Nel periodo che va dal ’51 al ’54 vi fu una forzata convivenza pacifica da parte dei cinesi. Lo scopo era ottenere il controllo militare, politico e logistico del Tibet. Nel ’55 viene sciolto il Governo Tibetano, che venne rimpiazzato dal Comitato Preparatorio per la Regione Autonoma Tibetana, un fantoccio nelle mani del governo cinese. Allo stesso tempo cominciano le rivolte contro i cinesi, che in pochi anni si diffusero in tutto lo stato. La Cina comunista non si fece scrupoli a reprimere le rivolte, e le vittime degli scontri nell’arco di 4 anni furono decine di migliaia di tibetani. I disordini culminarono con la rivolta di Lhasa e con la partenza del Dalai Lama per l’India. Vennero imprigionati migliaia di cittadini, e vennero istituite delle “Riforme Democratiche” che portarono allo spopolamento e alla distruzione dei monasteri, e alla repressione della cultura tibetana. I cinesi si dedicarono anche al saccheggio delle proprietà dei liberi cittadini. Si conta che in quegli anni ben 70.000 tibetani si rifugiarono in Nepal e in India. La liberalizzazione economica e culturale che avvenne agli inizi degli anni ’80 portò ad una rinascita della religione, del nazionalismo e della cultura tibetana. Inoltre la riapertura delle frontiere fece emergere questi gravissimi atti perpetrati dalla Cina comunista. Il Dalai Lama cominciò quindi di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo le vicende che avevano colpito il Tibet, e venne ascoltato anche a Strasburgo. Intanto in Tibet le sommosse ripresero, che sconfinarono nel 1989 con la strage di Piazza Tienanmen a Pechino. Nello stesso anno al Dalai Lama venne conferito il premio Nobel per la pace. Per tutta risposta la Cina iniziò una campagna di svalutazione della cultura tibetana.
E a quanto pare la storia continua fino al giorno d’oggi, perché il governo cinese ha cercato di impedire in tutti i modi al Dalai Lama di diffondere i suoi concetti di pace in giro per il mondo, considerandolo il nemico numero uno della loro beneamata dittatura comunista. Nel 2000 la Cina esercitò fortissime pressioni sull’ONU, affinche si impedisse al Dalai Lama di partecipare al Summit per la Pace del Millennio, a cui parteciparono molti leaders spirituali.
Tornando al 2007 e al viaggio nel nostro paese: il nostro caro Fausto Bertinotti non ha saputo dare una spiegazione sul perché il Dalai Lama non dovesse venire a tenere il suo discorso a Palazzo Chigi. Il nostro amato Romano Prodi non lo incontrerà, come non lo volle incontrare nel 2006 (beninteso: il nostro caro premier vorrebbe sospendere l’embargo delle armi alla Cina). E il vaticano? Milioni di cattolici cinesi vengono sterminati e perseguitati ogni anno, ma i pretini se ne lavano candidamente le mani, e neppure il capo della cosca mafiosa, Benedetto XVI, incontrerà il leader spirituale tibetano.
Il Dalai Lama è stato ricevuto da George Bush, dalla Merkel, e anche in Canada e in Austria. Questi paesi non si sono fatti intimidire dal governo cinese, e solo noi, poveri cagasotto, non vogliamo incontrare una persona di cotanta importanza per paura che i cinesi non importino più i loro prodotti scadenti nel nostro paese, e che ci proibiscano di importare in Cina. Ci stiamo dimostrando un paese governato da comunisti, che con il loro indegno silenzio si allineano alla dittatura di Pechino.
Vergogna a questa gente, e a quei bifolchi che hanno dato loro fiducia votandoli.
Heroes!!!
Ieri sera guardando Heroes nella mia mente è sorta una domanda: mettiamo che un giorno un Dio meschino e giocherellone mi chiedesse quale potere soprannaturale vorrei...io che cosa risponderei? Ma ci sono anche altri poteri che sono incredibili, e che stravolgerebbero totalmente la nostra vita: il poter passare attraverso i muri, il poter rigenerare i propri tessuti corporei, anche il saper volare, ma ammetto che mi stuzzica molto anche l'essere invisibile, perché mi risulterebbe molto utile, visto e considerato che mi chiamo Tommaso, e come da tradizione bibblica, se non tocco con mano non credo. In Heroes io vedo qualcosa di più, vedo dei personaggi più reali, più decadenti, più vicini alle persone normali. Uno è tossico, l'altro ha le manie di grandezza, l'altro è il fumettaro sfigato (l'america mi sa che ne è piena), uno è l'idealista con il suo opposto, l'anti-idealista, poi c'è il trombarolo che risolve tutto scucendo i soldi, e fra l'altro è anche pieno di belle strafighe (e quelle non mancano neppure in america). |
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