Prendo spunto da questa foto di De André per parlare di un accostamento particolare: l’ordine e la genialità.
Da che mondo e mondo genialità e ordine si guardano in cagnesco. La genialità presuppone una condizione mentale di particolare e totale dedizione al proprio compito. Possiamo prendere come esempio Mozart, compositore brillante e geniale, ma con le mani bucate, perennemente ubriaco e circondato dal disordine più totale.
Lo stesso De André ha sempre vissuto nel disordine, ma le sue idee sono sempre state forti, decise e “in direzione ostinata e contraria”, usando alla fine degli anni ‘60 parole come “puttana” nelle sue canzoni, in un’Italia borghese, bigotta e perbenista (praticamente quasi come ora). Tanto libero da condizionamenti politici e altrettanto esagerato, esagerato anche nel fumare, morendo di tumore ai polmoni. Ma la perfezione delle opere di questi geni è così sublime, che il disordine tipico dell’uomo in qualche modo deve pur essere espresso.
In genere chi è molto ordinato cerca di colmare un disordine di idee e di pensieri, anche se non è sempre così. Ad ogni modo la persona ordinata gestisce la propria vita con delle regole, che sono contrapposte alla genialità, in quanto lasciano poco spazio alla fantasia e alla sensibilità dell’artista, molto spesso insofferente alle regole e con un bisogno assoluto di libertà, sia di azione che di pensiero.
